martedì 30 giugno 2020

Edizioni musicali: "Masterpieces of Italian Opera" (Bärenreiter)

La Bärenreiter Verlag è lieta di annunciare la nuova serie di pubblicazioni dedicate all'opera italiana, Masterpieces of Italian Opera. Di seguito la descrizione data dalla casa editrice:

La maggior parte del repertorio operistico odierno è rappresentato dai melodrammi italiani. Malgrado ciò, molte delle opere più significative o di maggior successo non sono disponibili in edizione critica. Masterpieces of Italian Opera, la nuova serie edita da Bärenreiter, nasce dall’esigenza di fornire a interpreti e studiosi edizioni critiche autorevoli. Concepita in collaborazione con il compianto Philip Gossett e co-diretta da Andreas Giger e Francesco Izzo, la serie Masterpieces of Italian Opera si inaugura con un gruppo di quattro opere, alle quali ne seguiranno altre.

Quando si alza il sipario sulla rappresentazione di un’opera, pochi sanno che il testo può essere stato riveduto dal compositore, alterato da censori, travisato da copisti, modificato da cantanti e direttori d’orchestra, e ulteriormente cambiato dagli editori. Pertanto, interpreti e studiosi spesso non sono in grado di distinguere il lavoro originale del compositore rispetto alle successive revisioni, alterazioni e aggiunte. In base a fonti attendibili e a recentissime ricerche, Masterpieces of Italian Opera restaura le versioni più autorevoli di alcune tra le maggiori opere del repertorio italiano.

Nella consapevolezza di un’importante tradizione interpretativa, Masterpieces of Italian Opera consente inoltre di eseguire versioni alternative e storicamente attendibili, grazie ai materiali aggiuntivi forniti in appendice. Questa comprende, per esempio, la versione originale, da principio più breve, di Pagliacci di Ruggero Leoncavallo [già disponibile]; la versione originale di Cavalleria rusticana di Pietro Mascagni, con l’aggiunta di alcune parti in seguito tagliate e alcuni passaggi in tonalità più acute; un finale alternativo per Caterina Cornaro di Gaetano Donizetti; una versione successiva de Il matrimonio segreto di Domenico Cimarosa, con una struttura diversa e arie aggiuntive.

Ciascun volume contiene una sezione introduttiva in inglese e italiano, comprendente introduzione storica, descrizione delle fonti, e discussione di problemi di prassi esecutiva. Il commento critico, che fornisce interpretazioni alternative e illustra le decisioni prese dai curatori, sarà disponibile in inglese sul sito web di Bärenreiter.

Queste edizioni sono realizzate tenendo conto anche della più autorevole prassi esecutiva, grazie alla consulenza di affermati specialisti – cantanti e direttori – del repertorio italiano. Attraverso questo impegno collettivo, Bärenreiter può mettere a disposizione edizioni critiche che consentano alle opere di brillare del loro splendore originale, soddisfacendo le esigenze di interpreti, pubblico e studiosi.

Andreas Giger è Louise and Kenneth L. Kinney Professor of Opera e professore ordinario di musicologia presso la Louisiana State University. Ha curato l’edizione critica di I due Foscari di Verdi (2017) ed è autore della monografia Verismo (2004) e del volume Verdi and the French Aesthetic: Verse, Stanza, and Melody in Nineteenth-Century Opera (2008). Con Thomas J. Mathiesen ha co-curato Music in the Mirror: Reflections on the History of Music Theory and Literature for the 21st Century (2002).

Francesco Izzo è professore ordinario presso il Department of Music, University of Southampton. È direttore responsabile dell’edizione critica The Works of Giuseppe Verdi e direttore scientifico del Festival Verdi Parma. È autore del volume Laughter between Two Revolutions: Opera buffa in Italy, 1831–1848 (2013). È attivo come consulente di compagnie operistiche e come pianista collaboratore, specializzandosi in prassi esecutiva nel melodramma dell’Ottocento.

Recensione libri: Giuseppe Verdi in un libro illustrato per bambini


(ANSA) - BOLOGNA, 26 GIU - Dal primo incarico come organista alle Roncole alla bocciatura al Conservatorio di Milano, dal matrimonio con Giuseppina Strepponi al successo di Nabucco, dalla costruzione di Villa di Sant'Agata al progetto di Casa Verdi, fino al Club di 27 e oltre. Nel libro illustrato 'Giuseppe Verdi, il cigno di Busseto', firmato da Cristina Bersanelli ed edito dal Teatro Regio di Parma, il grande compositore si presenta ai più piccoli ripercorrendo le tappe principali della sua lunga e avventurosa vita e della sua gloriosa carriera. A dare forma e colore alle parole, le illustrazioni di Patrizia Barbieri che ha interpretato graficamente personaggi, fatti e curiosità che hanno portato un piccolo anatroccolo della Bassa parmense a diventare lo splendido cigno che ha spiegato le ali sul mondo.
    Pensato per dipingere sul volto dei suoi lettori l'espressione di felicità, che - afferma Daniel Pennac - riesce da sola a trasmettere il piacere della lettura ai più piccoli, il volume (formato 24x24 cm) è realizzato per bambini da 5 a 10 anni, in una versione in lingua italiana e un'altra in lingua inglese, corredato da tre illustrazioni da colorare. Ai piccoli lettori l'invito d'inviare le foto dei disegni colorati che il Teatro Regio condividerà sul sito teatroregioparma.it e sui profili social. (ANSA).

mercoledì 10 giugno 2020

Recensione libri: PRIMI PASSI nella teoria musicale (Gradi 1-5), di Eric Taylor (Edizioni Curci)

Pensato come compendio ad altri suoi scritti (in particolare ai cinque volumi della sua Teoria musicale in pratica), Primi passi nella teoria musicale è un utile compendio riassuntivo scritto da Eric Taylor per lo studio dei gradi 1-5 dell'esame ABRSM

Eric Taylor ha una grande esperienza sia come insegnante in scuole, college e università musicali che come esaminatore ABRSM. Le sue pubblicazioni hanno venduto milioni di copie in tutto il mondo. Con questi Primi passi egli intende fornire un'introduzione agli elementi essenziali della musica, ideale per gli studiosi che preparano gli esami di teoria, è un'eccellente risorsa per chiunque voglia imparare a leggere la notazione.


Pubblicato dalle Edizioni CurciPrimi passi nella teoria musicale si rivelerà prezioso agli studenti di tutte le età e di tutti i livelli, assolvendo alla sua funzione primaria che è quella di fornire un supporto per la preparazione degli esami di teoria dei primi cinque gradi.


Questo volume contiene:

  • una presentazione graduale degli argomenti fondamentali della teoria musicale;
  • un'impostazione didattica coerente con i gradi 1-5 di Teoria musicale in pratica;
  • numerosi esempi musicali;
  • spiegazioni chiare e di facile comprensione
  • nozioni fondamentali utili agli studenti di ogni età e livello
Buono studio!




martedì 26 maggio 2020

Recensione fumetti: Andante, di Miho Obana (Dynit)


Autrice divenuta famosa con il manga Il giocattolo dei bambini (titolo originale Kodomo no omocha), celebre in Italia grazie alla serie anime che ne è stata tratta (da noi nota come Rossana), con Andante la mangaka giapponese Miho Obana si cimenta con la sua "passione segreta": la musica.

"Mi piace la musica. O meglio, adoro gli strumenti musicali! Va oltre il semplice piacere. E' parte della mia vita. Anche se creare una storia che parli dell'argomento non è facile!" con queste parole l'autrice ci racconta, in uno dei tanti obiter dicta presenti fra le pagine del suo fumetto, il suo interesse per questo tema. "Sicuramente disegnare strumenti musicali è difficile ed è per questo che mi sono sempre tenuta alla larga dal progetto. Ma poi sono giunta alla conclusione che si debbano raccontare anche quelli che sono i nostri interessi. Così ho inserito il sassofono in questo manga."

Ed è infatti una sassofonista la protagonista di quest'opera breve ma intensa della maestra di Rossana. Mei Takahara frequenta la seconda media ed è presidentessa del club di musica. Questo (come tanti altri nel prosieguo del manga) è certamente un elemento autobiografico, dato che la stessa maestra Obana prosegue: "Anch'io suonavo il sax alto nel club degli strumenti a fiato della mia scuola media. Ero vicepresidente e qualche volta facevo anche il direttore d'orchestra. In seguito ho suonato ed ogni tanto suono nella banda, ma sinceramente non sono poi così brava. Ora però vorrei andare a lezione da qualche professionista."

La madre di Mei si è risposata con un uomo titolare di un negozio dell'usato, già padre di un ragazzo, Natsu, poco più grande di lei, vero e proprio genio della musica. Ma gli affari del negozio ad un certo punto cominciano a non andare per niente bene e la famiglia si trova presto in crisi sia economica che affettiva. L'irresponsabilità dei loro genitori spinge Natsu ad andare a vivere da solo e a portarsi dietro la sorella acquisita. Mei, che a causa della sua situazione famigliare cova in sé una grande rabbia verso i genitori, oltre che un complesso di inferiorità che la rende insicura ed impulsiva, ha sviluppato una venerazione e un'ammirazione molto intense per la genialità di Natsu, finendo per innamorarsene (dopotutto non sono fratelli di sangue). Il loro equilibrio familiare viene completamente stravolto quando il padre decide di adottare una ragazza australiana, Melvina, detta Mel, e li costringe ad accoglierla in casa loro. Tra Mel e Natsu scoppia la passione. Ferita, Mei prova a dimenticare il fratellastro fidanzandosi con un altro ragazzo, Shu, batterista un po' problematico, il quale però percepisce che l'amore della ragazza per lui non è del tutto pieno.  Nel frattempo la situazione precipita nel momento in cui viene fatta luce sulla reale identità di Mel.

Da qui parte l'intreccio, in pieno stile Obana: l'autrice affronta temi forti, sentimenti contrastanti, rapporti difficili, disadattamento sociale, ma soprattutto (in comune con Kodocha) mette in luce (a volte anche impietosamente) il mondo dell'arte, della musica e dello spettacolo.

La musica permea tutta l'opera, a partire dal titolo, Andante, che, come spiega l'autrice, è un'indicazione agogica che significa alla velocità di una camminata o dolcemente. Tutti i protagonisti principali sono musicisti. La musica è il mezzo con cui Mei tenta di superare le sue insicurezze. La musica è la dote innata di Natsu, che lo porta ad essere venerato dalla sorellastra. La musica è ciò che lo avvicina a Melvina, dotata di una voce angelica. Ed infine è sempre tramite la musica che Mei conosce Shu.  L'autrice stessa si è ispirata alla propria esperienza di musicista dilettante per realizzare molte scene.  Dopotutto, come spiega ancora, "Gli strumenti musicali mi piacciono davvero, perciò ho suonato un po' di tutto, ma purtroppo non sono riuscita a specializzarmi in nessuno. Ma se non mi esercito tutti i giorni non farò progressi. Per questo vorrei che Mei ce la mettesse tutta per migliorare col sassofono!"

In italia, Andante è edito dalla Dynit, che ha presentato i tre volumi del manga riuniti in un cofanetto cartonato.

(Per gentile concessione di Sakura Magazine)

lunedì 25 maggio 2020

Le scale musicali al pianoforte: scala di LA minore (un'ottava)

Iniziamo oggi a praticare le scale minori, esercitandoci primariamente sulla scala di LA minore. La scala di LA minore è relativa di quella di DO maggiore, pertanto non presenta alterazioni in chiave. Possono però essere previste alterazioni momentanee nella scala armonica (SOL diesis) e in quella melodica (FA diesis e SOL diesis). Per ulteriori approfondimenti sulla formazione delle scale minori vedere qui. La diteggiatura è uguale a quella di LA maggiore: mano destra, 12312345 a salire, 54321321 a scendere; mani sinistra, 54321321 a salire, 12312345 a scendere.


TESTI CONSIGLIATI:

giovedì 21 maggio 2020

Le scale musicali al pianoforte: scala di FA DIESIS maggiore (un'ottava)

E concludiamo questa parte sulle scale maggiori su un'ottava con la scala di fa diesis maggiore, con la quale "chiudiamo" anche il "circolo delle quinte". La scala di FA DIESIS ha sei diesis in chiave. Ricordiamo che le scale che iniziano con un tasto nero non permettono di utilizzare il pollice come dito di partenza. Pertanto, la scala di FA DIESIS maggiore avrà la seguente diteggiatura: mano destra, 23412312 a salire e 21321432 a scendere; mano sinistra, 43213212 a salire e 21231234 a scendere.


P.S. La tonalità di FA DIESIS MAGGIORE ha un'equivalente omofona (o enarmonica) in quella di SOL BEMOLLE MAGGIORE. Acusticamente le due tonalità sono identiche ma differiscono nella notazione musicale, in quanto FA DIESIS MAGGIORE presenta sei diesis in chiave, mentre SOL BEMOLLE MAGGIORE ha sei bemolle in chiave.

TESTI CONSIGLIATI:

mercoledì 20 maggio 2020

Armonia (Lezione 1): Fondamenti di acustica - i suoni armonici


Perché quando sentiamo una scala musicale percepiamo una successione ordinata di suoni secondo uno schema ben preciso? Perché l’abitudine all’ascolto ci porta a considerarla una sequenza predefinita, come insita in tutti noi?

Generalmente, il fatto che una scala musicale sia in do piuttosto che in re, significa che questa o quella nota è considerata centrifuga rispetto alle altre. Per questo motivo è detta centro tonale o nota fondamentale. Questa centralità ha spiegazioni scientifiche e si basa sul concetto di sequenza armonica


Immaginiamo di avere una corda tesa fra due punti fermi e che questa corda, se pizzicata, produca un do.




Questo do, che chiameremo suono 1, è in realtà composto da ulteriori suoni che si propagano da esso come cerchi concentrici. L’orecchio umano percepisce principalmente questo do, ma in taluni casi, a seguito della nota effettivamente emessa, nell’aria si propagano altri suoni, come nei rintocchi di una grossa campana.


Questo perché i suoni in questione sono “contenuti” in quello principale. Possiamo considerarli come dei “sottomultipli”, delle “frazioni” del suono stesso. Per estrapolare uno di essi, sarà dunque sufficiente dividere la fonte sonora per la porzione corrispondente alla frequenza del suono secondario.

Nel caso della nostra corda do, a parità di lunghezza e di tensione, poniamo un ponticello mobile in corrispondenza della metà.



Pizzicando le due parti così ottenute, otterremo un nuovo suono do, ma più acuto, che chiameremo suono 2. Per motivi che vedremo meglio in seguito, si dice che questo suono 2 è posto un’ottava sopra il suono 1



Isolando ulteriormente un terzo di corda, otterremo come nota un sol che chiameremo suono 3.



Dividendo la corda in frammenti sempre più piccoli (1/4; 1/5; 1/6 etc…) si avranno note sempre più acute, contrassegnate con un numero corrispondente al denominatore della frazione che indica la porzione di corda sollecitata. Sono questi i cosiddetti suoni armonici.


Da notare che ad ogni raddoppio del denominatore corrisponde la stessa nota ad ottave più acute.



Di conseguenza, gli armonici 1, 2, 4, 8 saranno tutti dei do, mentre gli armonici 3, 6, 12 saranno tutti dei sol e così via.

Come si è potuto osservare nell'immagine, taluni suoni ritornano più spesso di altri. Nello specifico, il do (quattro volte) compare con maggiore frequenza, ponendosi quindi come quel centro tonale si cui si parlava prima. 
Il secondo suono più frequente è il sol (tre volte), il quale, come vedremo, è la nota più influente della tonalità dopo la fondamentale. Poi viene il mi (due volte), che combinato con do e sol forma la triade fondamentale di do maggiore.

Come si può ulteriormente notare, il suono 3 è strettamente legato al suono 2, ottava del suono fondamentale, posto una quinta sotto:


Ne consegue che lo stesso suono fondamentale, nel nostro esempio il do, può essere a sua volta suono armonico di un fa più grave di una quinta:



Per il medesimo principio, quindi, il sol può essere ulteriormente suono fondamentale di una serie di armonici che da esso si sviluppa:


Ciò significa che ogni nota può essere sia suono fondamentale sia armonico di un altro sistema di armonici. Nello specifico, do, sol e fa sono quindi strettamente affini. Non a caso, come si vedrà meglio in seguito, essi sono i fondamenti stessi della tonalità: tonica (do), dominante (sol), sottodominante (fa).


In base a questi fenomeni fisici, ogni civiltà ha sviluppato sistemi musicali suoi propri. In occidente, sin dagli antichi greci e fino ai secoli XVII e XVIII, si svilupparono la moderna armonia tonale e il concetto di scala diatonica, che sarà argomento della prossima lezione. Precisiamo ulteriormente, però, che il sistema tonale occidentale non deriva in realtà direttamente dagli armonici naturali, ma si basa sul cosiddetto temperamento equabile, cioè una versione "temperata", standardizzata degli armonici stessi, 
dato che, per fenomeni fisici particolari che verranno trattati in seguito, i rapporti qui sopra descritti non sono matematicamente perfetti in natura.

ALCUNI TESTI CONSIGLIATI: