venerdì 21 febbraio 2020

Recensione libri: Armonia, di Walter Piston (EDT)

Scritto dal musicista e teorico musicale statunitense Walter Piston, pubblicato per la prima volta negli anni '40 negli Stati Uniti, rivisto e ampliato da Mark DeVoto ed edito in Italia dalla EDT, questo trattato di Armonia è divenuto una pietra miliare nell'insegnamento di questa disciplina.

In un'epoca dove i "teorici dell'armonia non sono più implicati di persona nella sua evoluzione, perché quest'evoluzione è giunta al termine", come scrisse Jean-Jacques Nattiez, oggetto di un manuale di armonia dovrà essere la "descrizione" dell'opera dei compositori del passato, sia storicamente considerata, sia vista come variazione e devoluzione di un sistema coerente e dotato di una forte continuità.

E questa necessità venne tradotta da Piston e DeVoto nel concetto di common practice, ovvero quella prassi prevalente nella musica d'autore all'interno dell'armonia tonale, che da da Bach a Wagner ha visto i cambiamenti stilistici più come un continuo aggiornamento che una radicale trasformazione. Pertanto, secondo questo concetto, l'armonia tonale sarebbe un blocco che permette di spiegare ogni suo elemento con esempi d'autore numerosi e di diversa epoca, riportando la prassi compositiva al centro dell'attenzione. Con più di novecento esempi, questo manuale costituisce uno dei più vasti compendi di frammenti mai raccolti finora, finalizzati allo studio e all'esame dell'armonia secondo un approccio pragmatico e non accademico. Pure non è possibile non tenere conto, in un trattato dei nostri tempi, della crisi del sistema tonale, che ha portato alla sua rottura e al suo superamento, per poi ragionare dell'armonia (o di ciò che ne resta) al giorno d'oggi.

Queste premesse sono il fondamento della struttura stessa di questo libro, suddiviso in due parti: la prima tratta del sistema tonale, della sua common practice e di tutta una serie di problematiche solitamente non trattate in altri manuali, come ritmo armonico, struttura armonica della frase, scrittura melodica e, in generale, problemi di analisi; la seconda invece è dedicata all'evoluzione dell'armonia dopo la common practice e al suo progressivo superamento, portando esempi da compositori come Debussy, Ravel, Stravinskij ed altri, fornendo materiale di studio su un argomento assai trascurato e di cui esistono ben pochi testi di un certo valore.

Divenuto un classico della didattica dell'armonia nei paesi anglosassoni, la sua divulgazione in Italia ha messo a confronto quel tipo di approccio, più pratico e intuitivo, con il nostro, dal carattere tradizionalmente più teorico e deduttivo. Corredato da esercizi mirati al termine di ciascun capitolo e da un nucleo di lavori dedicati ai corali di Johann Sebastian Bach a fine volume, da potersi integrare a seconda delle esigenze di ciascun lettore, l'opera di Piston ci insegna prima di tutto che non esiste un metodo unico e inequivocabile per studiare l'armonia, ma che ogni singolo studioso può giungere alla comprensione dei vari problemi armonici solo costruendo un proprio percorso di apprendimento.

Buona lettura e buono studio!




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